Calano i consumi, ma reagire si puo’

Calano i consumi, ma reagire si puo’

L’informazione principale che deve possedere un distributore per dare forma alla propria politica commerciale è l’andamento dei consumi nel settore horeca. Per quanto riguarda il beverage un nuovo interessante strumento, il Mindforhoreca messo a punto dalla divisione di analisi e ricerche della società di consulenza romana ForMind, raccoglie i dati di cassa e degli scanner tridimensionali di 903 esercizi in tutta la Penisola per tracciare una situazione aggiornata delle vendite nell’horeca. Incrociando le performance dei locali con interviste a un panel di 3.000 consumatori scelti per fasce d’età, sesso, scolarizzazione, professione e aree geografiche emerge una fotografia tempestiva su una serie di categorie di prodotto chiave per i fatturati di bar e ristoranti: acqua, aperitivi, bibite, birra, energy drink, spirit, succhi, tè e vino. Calo generalizzato per le vendite Il rapporto Mindforhoreca delle vendite nell’horeca per i primi otto mesi del 2013, pubblicato in esclusiva da Gross Horeca Magazine, mostra un andamento dei consumi tutt’altro che favorevole. In media tutti i consumi fuori casa legati al beverage registrano un ulteriore calo rispetto a un già negativo 2012: il report evidenzia una diminuzione in volumi del 2,76%, con una perdita in valore dell’1,13%. Nessuna area geografica si salva, anche se il peso dei cali è significativamente diverso da regione a regione. La crisi morde soprattutto al Sud, che nel periodo gennaio- agosto 2013 perde il 3,25% dei volumi, seguito dal Centro con il -2,96%, dal Nord Ovest con il -2,69% e dal Nord Est con il -1,87%. Luglio e agosto, i mesi clou dell’anno, hanno aggravato una situazione già delicata: con cali nei volumi superiori al 2%, si stima che nel solo bimestre estivo siano mancati all’appello ben 50 milioni di litri di bevande rispetto al 2012. Ma al di là dei dati nudi e crudi, è possibile estrapolare informazioni in grado di trasformarsi in direzioni operative: tra le pieghe di una riduzione generalizzata dei consumi, ci sono ancora spazi per il distributore di prodotti beverage per aumentare i margini e portare anche i propri clienti ad aumentare lo scontrino. Non subire il mercato «Le possibilità di azione, seppur ridotte, ci sono ancora – spiega Antonio Faralla, amministratore unico di ForMind -, ma richiedono non soltanto un’attenta valutazione da parte del distributore, ma anche un’accorta comunicazione verso il cliente». Il calo generalizzato dei consumi è figlio di una necessità delle famiglie di ridurre drasticamente i costi. Dei 3.000 consumatori del panel “La piramide dei consumi” intervistati da ForMind ben l’82% dichiara di avere contratto fino al 25% i propri consumi in bar e ristoranti nei primi due quadrimestri del 2013 e solo il 3% dice di averli aumentati. Il 75% del campione ha inoltre scarsa fiducia sul futuro, atteggiamento che li spingerà anche...

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Valorizzate la colazione

Valorizzate la colazione

La colazione è il momento chiave dell’attività di un bar diurno. Ma siamo davvero sicuri di avere esplorato tutte le possibili strategie che si possono mettere in pratica in questo momento di consumo? Dalla più recente ricerca di Formind sulla percezione dei consumatori rispetto al bar e ai prodotti offerti, emergono risultati che fanno riflettere. La principale evidenza è che i gestori sfruttano soltanto una parte del potenziale di questo momento della giornata, da cui proviene il 40% del fatturato complessivo del bar . L’indagine è molto specifica e riguarda i prodotti beverage in quattro momenti di consumo della giornata: colazione appunto, “break” (inteso come la pausa di mezza mattina), pranzo e aperitivo. I dati che Formind ha esaminato si riferiscono a una rilevazione fatta a novembre 2013 e riguardano un campione di 2.964 consumatori, suddivisi per fasce d’età, con il coinvolgimento di circa 12.000 punti vendita distribuiti in tutta la Penisola. Per prodotti beverage, specifichiamo, si intende una categoria che va dai succhi di frutta e dalle bibite analcoliche all’acqua minerale e ai liquori, escludendo quindi caffè, cappuccini e derivati. In particolare, nella colazione, si nota come i consumi di prodotti beverage riguardino essenzialmente quattro tipi di prodotto: l’acqua, che copre il 46% del mercato in questa fascia oraria, le bibite analcoliche (12%), i succhi di frutta (26%) e il tè (16%). L’acqua in appoggio al caffè. Abbiamo chiesto ad Antonio Faralla, amministratore unico di Formind, alle spalle una lunga esperienza in distribuzione horeca, di illustrarci quelli che ritiene i risultati salienti più significativi della ricerca, che fornisce anche un interessante dettaglio sulle età dei consumatori e sulla posizione geografica, formando un reticolo di informazioni indicativo delle tendenze di consumo dei vari tipi di utente in tutta Italia. «Un primo dato che balza all’occhio – dice Faralla – è il peso della colazione nell’economia complessiva della giornata. Personalmente, ritenevo che la pausa pranzo fosse più importante». Ma evidentemente sul pranzo il bar ha molti più concorrenti e deve far fronte a un drastico calo di consumi, mentre sulla colazione detiene ancora una sorta di monopolio. Spicca l’elevata richiesta d’acqua, soprattutto sfusa, probabilmente legata, argomenta Faralla, «all’abitudine tutta italiana di proporre un bicchierino d’acqua per ripulire la bocca prima di gustare l’espresso. Questo fa pensare che i locali che propongono l’acqua in appoggio al caffè siano particolarmente apprezzati e che questo tipo di servizio sia distintivo della buona o alta qualità del bar». E che la stessa possa essere servita in modo qualificante uscendo dalla mescita sfusa della bottiglia o da erogatori non sem- pre gestiti in modo appropriato. Il successo delle spremute. Ma i ragionamenti più interessanti riguardano soprattutto il capitolo “succhi” che, in realtà, come emerge dall’indagine, per circa il 35% sono di frutta...

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Il mercato al consumo canale Horeca: Report annuale 2013

Il mercato al consumo canale Horeca: Report annuale 2013

Il presente lavoro, è stato realizzato da Formind attraverso l’utilizzo degli strumenti Mindforhoreca e La piramide dei consumi. Le considerazioni presenti nel seguente report, sono tratte delle estrapolazioni effettuate attraverso l’innovativo sistema statistico di rilevazione dei dati al consumo, Mindforhoreca, incrociate con le indagini al consumo, svolte da Formind nell’arco dell’anno, sui prodotti scelti dal consumatore nei differenti momenti di consumo (La piramide dei consumi) sul canale del fuoricasa. I volumi rilevati fanno riferimento alla quantità di litri, che il consumatore ha effettivamente consumato nel corso del 2013. Essendo un dato di rilevazione al consumo finale, include tutti i canali di approvvigionamento a cui avranno fatto riferimento i punti di consumo, rilevando in pieno il fenomeno dell’intercanalità. I fatturati rilevati, fanno riferimento ai prezzi su base litro dei prodotti acquistati dagli esercenti, includendo gli acquisti effettuati su tutti i canali di approvvigionamento a cui avranno fatto riferimento i punti di consumo, rilevando in pieno, anch’essi, il fenomeno dell’intercanalità. Scarica il...

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Le scelte del cliente? Molto orientabili da un barista capace di vendere

Le scelte del cliente? Molto orientabili da un barista capace di vendere

Gli adulti lo vivono (prevalentemente) come un luogo deputato ai consumi funzionali, mentre per i giovani è soprattutto un posto dove si va per socializzare. Gli uni e gli altri, però, restano accomunati da un comportamento: quello di affidarsi, nella scelta della bevanda da consumare, a quanto propone il barista, perlopiù senza esprimere preferenze di marca (né di gusto). Sono le principali risultanze che emergono dalla ricerca “La percezione del consumatore rispetto al bar e ai prodotti offerti” prodotta dalla società di consulenza di ricerca e strategica Formind intervistando il panel di consumatori che compongono “La piramide dei consumi”, che Bargiornale pubblica in esclusiva. Oltre un cliente su due (il 56%) si rivolge al bar come luogo di consumo funzionale, con – al Nord – percentuali tendenzialmente crescenti all’aumentare dell’età. Un quarto degli intervistati lo sceglie, invece, come luogo in cui intrattenere relazioni sociali: una funzione attribuita al bar soprattutto dai giovani, in proporzione sempre maggiore passando dal Nord al Sud. Colazione al top. La colazione si conferma l’appuntamento clou della giornata per la clientela del bar: il 40% degli intervistati, infatti, l’ha eletta a momento di frequentazione prevalente. Segue, a distanza, l’aperitivo (28% delle preferenze). Anche in questo caso i comportamenti variano sensibilmente in funzione dell’età e dell’area geografica di appartenenza. La colazione, infatti, è l’appuntamento per antonomasia per circa un cliente su due nella fascia degli over 45, con valori che vanno dal 43% degli intervistati nel Nord-Ovest al 55% del Sud, a fronte di una media nazionale, come detto, del 40%. I giovani e l’aperitivo. Per quanto riguarda l’aperitivo sono i giovani a eleggerlo a occasione di consumo principale: questo vale soprattutto nelle regioni del Nord-Est (il 43% contro il 40% della me- dia nazionale) e, ancor più, del Sud (45%). Aperitivo a parte, la classe di clienti 18-30 anni dimostra un interesse maggiore della media anche per i consumi di metà giornata, mentre tende a snobbare un po’ il pranzo, soprattutto al Centro-Sud. Acqua protagonista. Per quanto riguarda la colazione, le bevande maggiormente consumate sono l’acqua e i succhi (la rilevazione non tie- ne conto del caffè): l’acqua è bevuta prevalentemente sfusa (75% dei casi, che al Sud arriva a punte del 91% nel caso degli over 45), mentre tra i succhi prevalgono largamente le bottiglie (65%) sulle spremute (35%). Le marche risultano molto deboli: solo il 14% dei clienti, infatti, esprime una preferenza di marca, mentre ben il 59% consuma il prodotto proposto. Acqua protagonista anche nei consumi legati alle pause, dove risulta la bevanda più consumata (38% dei clienti), seguita da succhi (17%), bibite (14%) e tè (10%), senza differenze sostanziali tra le varie aree d’Italia. Tra le bevande alcoliche prevale la birra (6% dei clienti), acquistata soprattutto al Nord. Nelle pause,...

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