Dossier Vino Marzo 2017

Dossier Vino Marzo 2017

Il 2016, un anno di transizione. Il comparto del vino non ha avuto una spinta nel consumo fuori casa, ma piuttosto ha fatto registrare una stabilità: +0,40% a livello nazionale a volumi e +1,47% a valore. Dei numeri che comunque tengono rispetto ad una crisi più diffusa degli altri comparti Beverage. Il risultato, comunque soddisfacente, si può imputare alla versatilità del consumo del vino. A pranzo, durante l’aperitivo e a cena. Addirittura molto usato, nel caso del prosecco, anche per miscelare cocktail. Una tradizione italiana che si è ben saputa adattare alle esigenze dei consumatori. Per quanto riguarda l’export, invece, i numeri sono da capogiro, il 2016 ha fatto registrare circa 5,5 miliardi di euro in esportazioni con il primato produttivo mondiale con circa 49 milioni di ettolitri. Tra i paesi maggiormente significativi per l’esportazione ci sono sicuramente gli USA; grande importanza hanno rivestito nel corso del 2016 il mercato Inglese e Tedesco. Relativamente alle tipologie, i DOC/DOCG rappresentano la pancia del mercato Italiano, con circa la metà dei volumi consumati nel fuori casa. Di questi, Il 30% circa sono rappresentati dai vini IGT e il 10% dal prosecco. Le percentuali di crescita si riferiscono esclusivamente ai DOC/ DOCG e al prosecco. Le altre tipologie soffrono. Il consumatore si sposta su un tipo di consumo più legato alla qualità e nel caso del prosecco alla versatilità. E parlando di aree, buona la performance nel sud italia, seguita dal centro, Nord Est e fanalino di coda il Nord Ovest. Ovviamente c’è da considerare che la zona del nord ovest risente dell’exploit del 2015, che grazie all’Expo ha visto un’impennata dei consumi difficilmente riproducibile per gli anni successivi. Buone tutte le performance delle aree a valore. Il nord ovest continua ad essere l’area di ponderata per il consumo Afh, mentre la regione con i volumi più alti, sempre relativamente al consumo, è la Lombardia. Il Lazio è la regione con il trend di crescita più altro tra le venti regioni italiane. Il canale di maggior ponderata per il vino continua ad essere la ristorazione, con circa la metà dei consumi. Inoltre, il ristorante è il luogo che fa registrare la migliore performance sia a volumi che a valore con un +0,80%. Il bar è l’unico canale in perdita, anche se leggera, e l’intrattenimento non fa registrare movimenti significativi. Il vino si conferma la bevanda alcolica principale, consumato da più della metà della popolazione. Aumenta ancora il consumo tra le donne, cala il consumo maschile. Un prodotto che rappresenta ancora, dopo l’acqua minerale, la tipologia beverage maggiormente consumata nel fuori casa.Dossier Vino Marzo...

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