Consumi fuori casa, aumenta la fiducia

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Grazie al Mind Observatory Market (M.O.M), in grado di fornire il quadro dei consumi del mercato fuori casa e dell’atteggiamento del consumatore, Formind mostra quelle che potrebbero essere le scelte del futuro. di Antonio Faralla

In un anno particolarmente complesso per il mercato AFH come il 2020, Formind ha introdotto un innovativo strumento di rilevazione previsionale: D.WP.M, il cui software, sviluppato da Formind stessa, utilizza una piattaforma specifica, di proprietà esclusiva. La sua complessità, che ne è
anche la forza, ha permesso di incrociare referenze di prodotto per categoria merceologica, luogo e momenti di consumo, cluster e atteggiamenti, rilevati periodicamente, di consumatori e esercenti.
Uniti alle variabili economiche, ai diversi flussi truistici, agli scenari normativi attuali e al mutato sentiment Covid19, questi dati hanno permesso a Formind di ricostruire un quadro completo di quelli che Formind stessa ritiene saranno i prossimi atteggiamenti al consumo e
che ne determineranno l’andamento futuro.
I dati qui esposti forniscono una comparazione tra la rilevazione di maggio, che come arco temporale rifletteva il sentiment del consumatore in fase di ripartenza dal lockdown, e lo scenario dopo due mesi dalla riapertura
del canale.

Momenti e luoghi di consumo
Il primo dato a emergere è la propensione del consumatore a una maggiore frequentazione del canale fuori casa, che cresce, infatti, dal 47% di maggio al 74% di fine giugno, recuperando 27 punti di fiducia, i quali hanno caratterizzato proprio la fase di ripresa, mantenendo un gap con la fase pre-covid di circa 12 punti.
A questa si aggiunge un incremento della propensione verso la frequentazione dei punti di consumo: i Bar facevano registrare a maggio il 64%, salito a giugno all’86%, in pieno recupero rispetto alla fase pre-Covid. La Ristorazione è salita da maggio dal 56%, al 74%. Infine, le Discoteche, tra i settori più penalizzati, che a maggio registravano un 21%, sono cresciute
solo limitatamente, con il 36% di giugno.
In aumento anche la propensione positiva nei confronti dei diversi momenti di consumo, che mostrano però risultati diversi. Se la risalita di Colazioni – cresciute dal 46% di maggio al 55% di giugno – e del pranzo – dal 56% di maggio al 65% di giugno – mostrano una ripresa prudente, fanno meglio l’Aperitivo serale con un incremento dal 59% al 70% e la Cena che dal già più alto 64% passa al 71%. L’Aperitivo diurno passa invece solo dal 36% al 42%.

Punti di consumo: un’apertura parziale
A subire una contrazione, invece, è stato il potere di acquisto del consumatore, che conferma la crisi innescata dall’emergenza Covid. Ampliando l’orizzonte, inoltre, e gettando uno sguardo più ampio sulla
situazione degli esercenti in Italia, risultano aperti l’89% dei punti di consumo, con punte superiori per quanto attiene i bar ed i locali della ristorazione. Purtroppo solo il 65% delle discoteche risultava aperto
a luglio, prima, per altro, della stretta ulteriore di agosto, e solo il 56% degli alberghi. Nell’insieme sono circa 40.000 i punti di consumo a non avere ancora ripreso l’attività.

Un calo di almeno il 35%
Il dato elaborato dal D.WP.M. mostra in proiezione un mercato 2020 che ha vissuto una flessione stimata di circa il 39% dei volumi. Agosto, i cui dati
saranno presto disponibili, potrà rappresentare un momento di ulteriore miglioramento della performance, ma difficilmente consentirà ampi spazi
di recupero sul mercato nazionale, con le dovute inevitabili differenze da zona a zona.
In considerazione delle previsioni climatiche stagionali, si potrà ipotizzare un recupero di volumi per il bimestre settembre-ottobre, ma alla luce dello
scenario attualmente ipotizzabile è difficile prevedere una performance che non sia quella di un calo di almeno un 30% o 35% rispetto ai dati del 2019.
I primi sei mesi dell’anno proiettano dunque il mercato in una dimensione inimmaginabile. Si delinea uno scenario che conferma l’azzeramento dei consumi del turismo straniero e un’allocazione geografica
del tutto nuova per i consumi residenti. Pesano fenomeni nuovi come lo smart working, che si rifletterà anche nei consumi dei prossimi mesi, e un maggior ricorso al web come nuova forma di acquisto.
Anche le limitazioni imposte ai punti di consumo determineranno nel prossimo periodo rotazioni minori delle consumazioni, con cali di consumo che non potranno essere recuperati.

Scenari futuri
Se nel prossimo bimestre gli effetti pandemici mondiali riusciranno ad attenuarsi, si potrà rivalutare la presenza turistica per l’ultima fase dell’anno. Ciò porterebbe un beneficio soprattutto per la categoria degli albergatori, che insieme ai locali dell’after dinner sono al momento le categorie di imprese maggiormente colpite.
Va considerato comunque la grande volontà del consumatore residente di riappropriarsi del proprio stile di vita. Comportamento che ha trovato risconti positivi nelle pause aperitivi e cena, ma anche in una performance migliore rispetto alla previsione del momento di consumo della colazione. Il tutto in attesa di nuovi dati che permettano, a ottobre, un ulteriore quadro previsionale. Che non tarderemo a raccontarvi.

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